Wind in Lago di Garda: Vento catabatico, anabatico e funneling

[caption id="attachment_4697" align="alignnone" width=""]Lago di Garda[/caption]

Cosa fa il vento sul Lago di Garda?

La sua forma ad imbuto, l’orografia circostante e le differenze di temperatura durante la giornata determinano i due caratteristici venti il Peler e l’Ora, venti nell’alto e nel medio lago particolarmente vigorosi.

Vediamo come si sviluppano e perché nella parte più stretta del lago sono più forti e stabili.

Vento catabatico (“di discesa”)

E’ il Peler.

Come si sviluppa?

La radiazione solare, durante il giorno, fa scaldare i primi 5-6 mm della superficie della terra. Questo strato molto sottile si scalda molto rapidamente.

All’opposto, di notte quando non c’è radiazione solare, la terra si raffredda altrettanto rapidamente; per radiazione la terra perde il calore in eccesso e lo rilascia verso lo spazio; in una notte stellata, senza nuvole o nebbia che riflettono il calore, la terra diventerà subito molto fredda.

Mentre l’aria calda tende a salire, scaldando per conduzione gli strati superiori e poi, via via più in alto, anche per convezione, l’aria fredda tenderà ad affondare, perché è più densa e pesante.

Con il progredire della notte l’aria diventerà sempre più fredda e compatta e tenderà a giacere negli strati più bassi; essa progressivamente si separerà dall’aria più calda soprastante.

Questo spiega il ghiaccio o la rugiada la mattina che permane negli strati più bassi; se c’è vento durante la notte lo strato freddo si mescola con quelli più caldi sovrastanti e non si forma né rugiada né ghiaccio.

Se, invece, non c’è vento e se la superficie è piatta e livellata, lo strato inferiore d’aria fredda tende a rimanere fermo o ad addensarsi negli avallamenti.

Cosa accade se il terreno è in discesa? L’aria fredda scivola verso valle: è quello che succede appunto con il Peler sul Garda la mattina presto: l’aria fredda scivola dalle zone a nord più elevate verso sud come un fiume che va verso valle.

Cosa fa il vento sul Lago di Garda?

La sua forma ad imbuto, l’orografia circostante e le differenze di temperatura durante la giornata determinano i due caratteristici venti il Peler e l’Ora, venti nell’alto e nel medio lago particolarmente vigorosi.

Vediamo come si sviluppano e perché nella parte più stretta del lago sono più forti e stabili.

Vento catabatico (“di discesa”)

E’ il Peler.

Come si sviluppa?

La radiazione solare, durante il giorno, fa scaldare i primi 5-6 mm della superficie della terra. Questo strato molto sottile si scalda molto rapidamente.

All’opposto, di notte quando non c’è radiazione solare, la terra si raffredda altrettanto rapidamente; per radiazione la terra perde il calore in eccesso e lo rilascia verso lo spazio; in una notte stellata, senza nuvole o nebbia che riflettono il calore, la terra diventerà subito molto fredda.

Mentre l’aria calda tende a salire, scaldando per conduzione gli strati superiori e poi, via via più in alto, anche per convezione, l’aria fredda tenderà ad affondare, perché è più densa e pesante.

Con il progredire della notte l’aria diventerà sempre più fredda e compatta e tenderà a giacere negli strati più bassi; essa progressivamente si separerà dall’aria più calda soprastante.

Questo spiega il ghiaccio o la rugiada la mattina che permane negli strati più bassi; se c’è vento durante la notte lo strato freddo si mescola con quelli più caldi sovrastanti e non si forma né rugiada né ghiaccio.

Se, invece, non c’è vento e se la superficie è piatta e livellata, lo strato inferiore d’aria fredda tende a rimanere fermo o ad addensarsi negli avallamenti.

Cosa accade se il terreno è in discesa? L’aria fredda scivola verso valle: è quello che succede appunto con il Peler sul Garda la mattina presto: l’aria fredda scivola dalle zone a nord più elevate verso sud come un fiume che va verso valle.

Vento anabatico (“di salita”)

E’ l’Ora.

Come si sviluppa?

Semplificando e in estrema sintesi (gli argomenti andrebbero approfonditi), se c’è riscaldamento sopra una superficie piana e livellata, si creano dapprima termiche isolate, poi cellular patterns (celle convettive) e poi roll patterns (celle convettive che si dispongono longitudinalmente, una di fianco allaltra). Se la superficie che si scalda (terra) confina con altra superficie più fredda (acqua), può (non sempre) instaurarsi il meccanismo della brezza.

Ma se la superficie della terra (che si scalda più velocemente dell’acqua) degrada sufficientemente. l’aria si scalderà ed inizierà a scorrere, quasi a “slittare”, in salita, sempre più velocemente, man mano che prosegue il riscaldamento; l’aria che scorre in salita, richiamerà altra aria più a valle; il suo posto è preso dall’aria più fredda nel fondo della valle. Ciò è quanto avviene sul Garda: l’aria scorre lungo la valle e i terreni in leggera salita a nord del Lago, richiamando l’aria più fredda del lago.  

Questo è un vento con strato limite molto sottile (come ed ancor più delle brezze) e perciò regolare e prevedibile (all’opposto i venti di gradiente per i quali lo strato limite è molto più ampio).

Questo meccanismo interagisce con il funneling, che adesso descriviamo. 

Funneling winds

Funnel significa imbuto, fumaiolo, ciminiera; to funnel significa versare con l’imbuto, incanalare.

Parlando di un vento, possiamo dire che è uno speciale tipo di brezza, governata esattamente dallo stesso meccanismo e dalle stesse differenze di pressione delle brezze (flusso e controflusso in quota, con la differenza che in questo caso ci sono due linee di costa, relativamente vicine che convogliano l’aria agli strati bassi proveniente dalla stessa direzione.

– Queste le sue caratteristiche:
— è uno dei venti più prevedibili;
— il flusso d’aria è uno dei più sottili;
— lo strato limite è sottile molto regolare;
— è uno dei venti più uniformi (non c’è possibilità che si formino celle convettive; si possono formare roll patterns minuscoli);
— ogni oscillazione si ripete velocemente (solo molto piccole wind waves si possono formare);
— è la più stabile delle breeze (nel senso che non c’è grossa differenza di velocità tra le raffiche e le mollane):
— si sviluppano sia flussi convergenti (in prossimità delle strettoie) che divergenti (dove la distanza tra le linee di costa è maggiore;
— il flusso convergente sarà molto stabile e più forte di intensità; il flusso divergente sarà molto meno stabile e tenderà a rompersi in instabili patterns (vedi figura sotto- tratta da High Performance Sailing, Frank Bethwaite, Adlar Coles Nautical, London, 1993-2003);

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La figura mostra il vento (sea breeze) a Port Stephens, nel Nuovo Galles del Sud. Il vento accellera dove si ha convergenza (imboccatura), è stabile e forte dove si incanala (tra le due linee di costa molto vicine) e più leggero ed instabile in direzione ed intensità dove c’è divergenza (la baia dopo il canale).

Sul Lago di Garda si verifica lo stesso fenomeno: venti più stabili e forti nell’alto lago, instabili e capricciosi nel basso lago.

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